Monitoraggio della funzione cerebrale: niente più risvegli “imprevisti”

01.10.2023

Sapete qual è una delle prime domande che mi rivolgono i pazienti alla fine della visita??

“Ma mi devono addormentare?”… e quindi dopo minuti interi passati a spiegare l’intervento, le indicazioni e le complicanze, dopo aver scarabocchiato su tutti i fogli presenti sul tavolo “bozze” di anatomia improbabile per cercare di rendere più “capibile” il tutto, capisci che il paziente fino a quel momento ha solo pensato alla paura di essere addormentato.

Allora ho pensato di inaugurare questo blog cercando di tranquillizzarvi riguardo questo mostro sacro: l’anestesia!

Ovviamente io non sono un anestesista, quindi vi parlerò dal punto di vista del chirurgo, eterno ed inveterato nemico dell’anestesista 🙃 

Si deve partire dall’idea che un tempo l’anestesia non esisteva, nè la locale nè la generale nè qualsiasi altra forma di periferica, quindi si assisteva a scene atroci in cui i pazienti spesso morivano anche solo per il dolore. Oggi, fortunatamente, abbiamo “soluzioni per ogni individuo”, che sia giovane, anziano, sano, malato, donna, uomo, bambino, in gravidanza… e il rischio anestesiologico è dovuto non tanto all’anestesia quanto al paziente che deve essere operato.

Quando mi chiedete che anestesia verrà fatta, io rispondo inalcuni casi che la deciderete voi con l’anestesista, perchè le soluzioni spesso sono varie ed è giusto discuterne prima dell’intervento.

Una delle principali preoccupazioni riguarda il fatto di essere “addormentati” e di non svegliarsi più o peggio ancora di “svegliarsi durante l’intervento”.

Grazie alla tecnologia moderna è possibile monitorare il livello di coscienza di un individuo attraverso l’EEG (elettroencefalogramma) che documenta appunto l’attività elettrica del nostro cervello: man mano che il paziente si addormenta, si riduce l’attività elettrica cerebrale secondo uno schema ben preciso fino a raggiungere un livello stabile ottimale per quella fase di anestesia. Il PSi è il valore dell’indice di stato del paziente e indica la profondità dell’anestesia: corrisponde al livello corrente di sedazione/anestesia del paziente su una scala da 0 a 100, in cui 100 indica che il paziente è completamente sveglio.

Allo stesso modo, nella fase di risveglio, il PSi aumenterà progressivamente indicando il livello di coscienza del paziente.