Ernia inguinale

Per ernia inguinale si intende la fuoriuscita di un viscere (più comunemente un’ansa intestinale) dalla sua normale sede anatomica attraverso in canale inguinale.

Il canale inguinale è uno spazio “vistuale” costituito dalle seguenti strutture:

- muscolo obliquo esterno, che forma la parete anteriore

- fascia trasversalis, che forma la parete posteriore

- muscoli obliquo interno e trasverso dell’addome che formano la parete superiore

- legamento inguinale, che forma la parete inferiore

Prossimalmente e distalmente è delimitato dall’anello inguinale interno ed esterno.

L’ernia inguinale è una condizione che interessa per la maggior parte dei casi il sesso maschile a causa della maggiore ampiezza del canale inguinale per il passaggio del testicolo in età fetale (7° mese) dall’addome allo scroto, ma può presentarsi anche nelle donne.



La presentazione clinica dell’ernia prevede la comparsa di una tumefazione inguinale che aumenta con gli sforzi fisici e che in condizioni normali rientra da sola in addome.

Nei casi più gravi, a seguito di uno sforzo importante, l’ernia non si riduce più da sola e viene definita “intasata”; in questi casi l’unico rimedio consiste in un intervento chirurgico in urgenza che deve essere effettuato nel più breve tempo possibile per evitare complicanze più gravi.

Non esiste una terapia farmacologica per l’ernia e l’unico modo per trattarla è l’intervento chirurgico che può essere effettuato sia in laparoscopia che con tecnica “open” e in entrambi i casi prevede il posizionamento di una protesi in prolene a rinforzo del canale inguinale per scongiurare recidive.


FAQ

1. Con che tipo di anestesia viene operata l’ernia inguinale?

L’intervento di ernioplastica inguinale può essere eseguito sia in anestesia generale che in anestesia spinale o addirittura con anestesia locoregionale.

Quello che veramente influenza la scelta dell’anestesista è la condizione generale del paziente, l’eventuale assunzione di farmaci e le patologie concomitanti. Entro certi limiti sarà comunque possibile venire incontro alle richieste del paziente.

2. Si può vivere con l’ernia senza ricorrere all’intervento?

Assolutamente si! Però non è consigliabile…

In caso di trattamento conservativo il paziente dovrà seguire uno stile di vita molto rigoroso, portando sempre gli slip elastocompressivi, evitando sforzi e cercando di andare di corpo in modo più regolare possibile per evitare che la “spinta” possa far intasare l’ernia.

Tuttavia effettuare l’intervento in “elezione” è sempre consigliato rispetto al rischio di dover intervenire in urgenza e nei casi limite di dover effettuare una resezione intestinale per sofferenza di un’ansa.

3. In che regime di ricovero viene effettuato l’intervento?

Nella maggior parte dei casi l’ernioplastica inguinale viene effettuata in regime di Day Surgery, ossia con ricovero dalla mattina al primo pomeriggio.

In caso di ernie molto voluminose o condizioni complesse del paziente, si può optare per un ricovero ordinario con un pernottamento.

Inentrambi i casi gli accertamenti preoperatori vengono effettuati prima del ricovero grazie al servizio di preospedalizzazione.


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